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Gaza, strage di civili: Papa Francesco mediatore in Terra Santa?


Il conflitto tra Israele e Hamas ha prodotto oltre 1200 vittime palestinesi, di cui almeno cento nelle ultime ventiquattro ore. Nessuno sembra in grado di placare l'ira sionista e coloro che potrebbero mettere la parola fine a questa strage di civili, come gli Stati Uniti, non sembrano intenzionati a intervenire. L'unica persona al mondo che possiede l'autorevolezza per mediare una vera tregua in Terra Santa sarebbe Papa Francesco. 

L'opinione pubblica mondiale chiede a Israele di porre fine all'attacco indiscriminato contro i palestinesi; anche l'ONU, per quel che vale, avrebbero chiesto di cessare il fuoco a tempo indeterminato. Tuttavia l'unica nazione che potrebbe davvero porre fine alle ostilità sarebbero gli Stati Uniti, i quali essendo i migliori amici dei sionisti, si guardano bene dal porre limiti al proprio alleato; la lobby israeliana in America è troppo potente. Anche l'Inghilterra, che avrebbe la possibilità di fare la voce grossa, preferisce astenersi. I restanti governi europei sembrano troppo filo-americani e sottomessi per permettersi una qualunque iniziativa contro Israele.

Tuttavia l'indignazione aumenta e si moltiplicano fenomeni d'intolleranza etnica nei confronti degli israeliani nel mondo. Taluni rispolverano l'operato di Hitler, affermando che probabilmente c'era una ragione storica per la quale si covava tanto odio nei confronti popolo ebraico, prima del secondo conflitto mondiale. Inutile indignarsi: questo è il naturale risultato degli ampi margini di manovre belliche concesse dagli Usa ai sionisti. Si rischia un'escalation di odio razziale, su scala mondiale, dalle conseguenze non preventivabili.

A questo punto i riflettori dovrebbero puntare sulla Russia di Vladimir Putin, l'unica nazione mondiale che potrebbe davvero valutare iniziative diplomatiche e militari, per arginare la pulizia etnica in corso a Gaza; tuttavia l'ex Unione Sovietica appare troppo impegnata a coprire i misfatti in Ucraina per potersi permettere un qualunque intervento. Prevale la logica dei potenti che prevede l'assenza d’ingerenze dirette nei conflitti che interessano l'una o l'altra superpotenza. Non ci resta che sperare in una presa di posizione decisa del Vaticano, magari con un viaggio eroico di Papa Francesco in Terra Santa, nel tentativo di scuotere le coscienze israeliane e giungere a una tregua definitiva.

Fabrizio Vinci vinci@usa.com


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