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Migrazioni e complottismo: la bufala della sostituzione etnica

Riceviamo e pubblichiamo il contributo della poetessa e scrittrice Chaos La Sfinge. Nell'articolo a seguire, l'autrice prova a smantellare le "teorie del complotto" che ritengono sia in atto una sorta di sostituzione etnica della razza europea a favore degli immigrati provenienti dall'Africa.

Ho sentito parlare da persone per me insospettabili di questa teoria della "sostituzione etnica": una specie di verità rivelata, riservata agli eletti indottrinati... pardon, volevo dire acculturati e capaci di comprendere alcuni misteri della fede (scusatemi, ci sono ricascata: intendevo della storia e della filosofia!). In effetti sembra trattarsi di una sorta di credenza religiosa, che gioca il suo fascino sui misteri e le loro rivelazioni e sul senso di appartenenza ad un gruppo, una specie di setta, diciamo, all'americana: sfrutta i meccanismi che hanno fatto la fortuna di Scientology ed altre organizzazioni simili, per intenderci.

La storia della sostituzione etnica è una delle teorie dei complotti, capaci di offrire una chiave di lettura della realtà (per sua natura contraddittoria e complessa) tutto sommato abbastanza semplice e comprensibile, ma fondata su di una teoria indimostrabile e pertanto molto simile in diversi aspetti alle credenze religiose. Come ogni religione si fonda su cose e personaggi realmente esistiti, ma le cui vicende vengono filtrate ed interpretate in funzione della tesi, religiosa o complottista che sia. Il problema di una teoria indimostrabile è che non può esserne documentata la veridicità, ma capita che possa risultare altrettanto difficile dimostrarne l'infondatezza. Malgrado gli sforzi di Sant'Agostino, nel pensiero filosofico moderno non disponiamo di nessuna prova dell'esistenza di Dio, ma ci sarebbe impossibile dimostrarne anche la non esistenza, dato che il cosiddetto divino trascende la nostra realtà ed anche le nostre capacità di ragionamento logico, che altro non sono se non, appunto, una funzione di adattamento alla realtà che conosciamo.

Ora, per amore di sintesi, veniamo al dunque: le teorie della sostituzione etnica si fondano sulle espressioni di pensiero di Richard Nikolaus di Countenhove-Kalergi: chi era dunque Kalergi? Un ideologo e politico austro-giapponese, nato a Tokio nel 1894 e vissuto poi in Austria, dove è morto nel 1972 alla età di 78 anni. Si tratta del primo personaggio politico che ha elaborato il progetto di un'Europa unita: ha scritto un libro intitolato "Paneuropa" pubblicato nel 1923 ed ha fondato l'Unione Paneuropea. La comprensione del personaggio richiede la contestualizzazione del suo pensiero, che si colloca tra le due grandi guerre: l'utopia di una unione europea aveva, nell'intento del filosofo, lo scopo di eliminare i rischi di guerre nel continente europeo ed a questo obiettivo egli ha dedicato i propri sforzi di pensiero ed il proprio lavoro politico. Dopo la morte di Kalergi sono stati istituiti l'omonima fondazione ed un premio da dedicarsi a personalità importanti  capaci di portare avanti finalità di carattere europeista. 

Cosa c'entra tutto questo con la sostituzione etnica? Kalergi era un sangue misto: madre giapponese, appartenente ad una famiglia di samurai e padre diplomatico di nazionalità austro-ungarica. Questo aspetto così personale ha certamente inciso nella sua formazione, nella sua apertura mentale e nelle sue ideologie: uno degli aspetti del suo pensiero, quello ripreso dalle teorie complottiste, riguardava appunto la convivenza e la fusione dei popoli e delle etnie in un mondo pacifico e senza guerre... Un grande idealista, penserà qualcuno o magari un subdolo burattinaio come ritengono i complottisti, adducendo a riprova di questo la sua affiliazione alla loggia massonica viennese Humanitas,  risalente al 1921. A quei tempi la massoneria e le sue logge erano certo cosa molto diversa da quanto conosciuto in tempi  contemporanei: la massoneria ha una storia, che affonda le sue radici nel Medio Evo e nel corso della sua evoluzione ha conosciuto diversi significati in rapporto ai tempi. Oggi rappresenta nell'immaginario collettivo il potere occulto e corrotto per antonomasia e noi non approfondiremo questo aspetto, ma per ora ci basta comprendere che nel 1921 probabilmente si trattava solo di una associazione ideologica e culturale.

Stralci e frammenti degli scritti di Kalergi sono stati estrapolati dal contesto dei suoi pensieri e discorsi per essere prestati ad interpretazioni arbitrarie: è chiaro che le sue teorie andavano in direzione diametralmente opposta alla nascente idea di razza pura del partito nazista, mentre la teoria complottista potrebbe essere letta come una sorta di metafora, una parabola che dovrebbe inculcare nella gente comune e nel popolo l'idea che invece esistono razze diverse, che andrebbero salvaguardate nella loro purezza. Un modo di pensare quindi ben più allineato alle ideologie nazionaliste ed alle discriminazioni razziali che normalmente ne rappresentano il corollario.

Che tale teoria del complotto si ispiri ad ideologie filonaziste sembra trovare conferma nel fatto che Renaud Camus (da non confondere con Albert Camus, autore di tutto rispetto) e Gerd Honsik siano stati i primi a teorizzare il rischio di una  sostituzione etnica: Renaud Camus autore di estrema destra,  ha pubblicato "Le Grand Remplacement"  e nel 2014 è stato condannato per incitamento all'odio razziale. Honsik, deceduto ad aprile di quest'anno, ha invece subito nel 2009 una condanna per negazionismo dell'olocausto. Contestualizzare e riuscire a dare una collocazione identitaria ai sostenitori della teoria ci aiuta a comprendere di cosa esattamente stiamo parlando. La storicizzazione infatti permette l'approfondimento dei significati reali e non soltanto logici-ideologici delle teorie. La teoria è stata ripresa da esponenti e mediatori del Movimento 5 stelle e naturalmente torna comoda al nazionalismo leghista.

Ora però, giusto per formarci un'idea di cosa sono state le grandi migrazioni sulla superficie terrestre fin dall'antichità, utilizzeremo una immagine schematica (fig. 1). 

Fig. 1 Dal sito Geostoria
Come è facile comprendere, anche solo leggendo l'immagine, la specie homo sapiens sapiens ha origine nell'Africa centro-orientale e si va espandendo gradualmente a popolare tutte le altre terre emerse, incrociandosi di sicuro con l'uomo di Neanderthal ed anche con altre specie di ominidi già presenti in altre terre. Una parte del genoma dell'uomo di Neanderthal è rimasto in eredità alle popolazioni del mondo occidentale, come testimoniano diversi studi al riguardo, mentre invece pare sia assente nelle popolazioni africane. Questo succedeva tra i 200.000 ed i 15.000 anni fa: per ulteriori approfondimenti sui gruppi etnici successivi e sui loro spostamenti, rimando ai siti scolastici e culturali specializzati. Sta di fatto che le migrazioni di massa sono iniziate molto prima del nazismo ed è probabile che nell'antichità anche solo un terremoto, una eruzione o una alluvione, ma anche il semplice incremento demografico potessero rappresentare cause sufficienti ad una migrazione di massa: mancavano strumenti e risorse per le ricostruzioni, ma in compenso c'era molto spazio libero a disposizione.

Sotto il profilo scientifico la riproduzione sessuata consente l'evoluzione delle specie umana e di quelle animali, proprio grazie alla ricombinazione casuale del patrimonio genetico ed alla selezione quindi degli individui meglio dotati per adattarsi a quel determinato ambiente: non c'è evoluzione nella riproduzione per scissione e gemmazione, quella che riproduce l'identico patrimonio genetico dei genitori ed è nozione comune nell'ambiente medico che molte tare genetiche sono più frequenti nelle comunità chiuse, dove è probabile che avvengano matrimoni tra individui fra loro imparentati e quindi con patrimonio genetico simile. Sul piano scientifico non ha alcun senso quindi il concetto nazista di razza ed alcune peculiarità somatiche che sono proprie di specifiche zone del mondo potrebbero essere lette come selezione della caratteristica più adattabile a quella determinata area geografica.

Con questo voglio dire che l'umanità si è sempre riprodotta incrociandosi e non vi sono razze pure da preservare (nella specie canina le cosiddette razze corrispondono spesso ad incroci creati ad arte dall'uomo e non sempre con risultati positivi!) ma, a parte questo, gli stranieri in Italia nel 2017 sono circa  cinque milioni corrispondenti press'a poco all'8% dei residenti, circa tre stranieri su 40 residenti. Per stranieri, d'altro canto non si intendono soltanto le persone immigrate dall'Africa, ma anche quelle dell'Europa dell'est e da ogni altra zona del mondo. La famigerata sostituzione etnica quindi non solo dovrà aspettare parecchio, ma verosimilmente seguirà il percorso delle Ere Geologiche e della evoluzione della specie Sapiens.

3 commenti:

  1. Un sacco di porcate sull'origine dell'uomo. L'uomo odierno discende dalle 8 persone salvate dal Diluvio e sbarcate sull'Ararat.

    Kalrgi o non Kalergi, la sostituzione etnica è fattuale, indipendentemente da qualsiasi complotto, visto che ogni anno emigrano più italiani di quanti stranieri immigrano.

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    1. "L'uomo odierno discende dalle 8 persone salvate dal Diluvio e sbarcate sull'Ararat."
      Ma tornatene in chiesa, qui si parla di storia e scienza, non di romanzi fantasy.

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  2. Si noti che inoltre che il concetto di sostituzione etnica, palesemente fattuale indipendentemente dal giudizio morale, non ha nulla a che fare con una presunta purezza razziale da preservare.

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