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Splendore esteriore e bellezza interiore di una grande artista messinese: Daniela Conti

Prosegue, sulle nostre pagine virtuali, la rassegna delle eccellenze messinesi che danno ed han fornito lustro, nei vari campi delle loro attività lavorative o del volontariato, alla nostra città. Oggi celebriamo l'incontro-intervista con l'avvenente artista messinese Daniela Conti.

Della Conti colpisce nell'immediato la bellezza statuaria, il suo fisico venereo che appare scolpito e saldamente immutabile nella roccia del tempo, ma più ti addentri in una discussione con lei, maggiormente ti ritrovi a comprendere che sei al cospetto di una bella persona, dalla simpatia incontenibile, con ideali e valori inalienabili, ed una interiorità la cui ricchezza è riscontrabile di rado: in poche parole, cominci a considerarla quale l'amica ideale che ciascuno di noi vorrebbe avere vicino a sé.

Artista poliedrica, capace di passare dal ballo, alla recitazione, dal teatro al cinema, nonché allo spettacolo più leggero, rivela un animo sensibilissimo, confessando la sua costante ricerca di esperienza e confronto con le sensibilità altrui: "Non sono mai stata interessata al successo tout court, ma piuttosto all'incontro con le altre persone, le loro anime, alla loro umanità".

Conosce e parla correttamente e fluentemente 4 lingue ed è dotata - lo si comprende subito - di una cultura profonda.

Nel suo curriculum, oltre ad alcune partecipazioni cinematografiche e televisive sia nazionali che locali, si contano parti da protagonista in varie opere teatrali che, come nostro uso, abbiamo posto in sede bibliografica ed in calce alla nostra pagina virtuale per chi fosse interessato a rivederle (qualcuna è ancora riscontrabile su YouTube) o a documentarsene.

Signora Conti, lei ha avuto dei genitori e dei nonni non comuni. Suo papà in particolare, il pediatra Francesco Conti, fu un medico molto noto ed è ancora ricordato con rimpianto e tenerezza da tanti, soprattutto per la propria umanità e l'impegno anche verso i meno abbienti. Cosa ritiene che maggiormente i suoi parenti più prossimi le abbiano insegnato?

"Da loro ho appreso soprattutto l'umiltà ed il concetto di non giudicare mai alcuno e di mettermi nei suoi panni e nel contesto in cui egli possa vivere ed operare. Non tutti abbiamo in partenza le stesse possibilità, e non sappiamo mai come ci saremmo potuti comportare al posto loro. I miei mi hanno insegnato l'uguaglianza degli esseri umani, alla quale tutti dovremmo tendere".

Com'era la bimba Daniela, e cosa avrebbe desiderato diventare?

"Ero molto ribelle e contestatrice, e di questo chiedo un po' scusa ai miei, perché poi, da grande, ho ripensato e valorizzato tanti loro insegnamenti..."

Vabbe', ma di questo non deve farne un cruccio, perché la contestazione, il ribaltamento dei luoghi comuni, ecc..., sono tipici di molti adolescenti per mettersi in discussione e formare una propria identità, come sa sicuramente: anzi, sono elementi tipici proprio delle persone più intelligenti e brillanti...

"Penso di sì. Comunque il mio desiderio, come tante bambine, era quello di fare la ballerina, cosa che ho in parte realizzato: sono un'appassionata in particolare di Tango argentini".

Che musica ascoltava, da ragazza, la piccola Daniela?

"Mi piacevano molto alcuni cantautori italiani: in particolare Fabrizio De André e Claudio Lolli. Ma in definitiva tutti i poeti che riuscivano a trarre lezioni dagli eventi e le persone meno fortunate, che difendevano i poveri, i diseredati, e riuscivano a cogliere le persone come uguali, degne di medesimi diritti e sapevano porsi al loro fianco".

I suoi genitori anelavano per lei ad una carriera teatrale o nel mondo dello spettacolo?

"No. Loro, come un po' tutti i genitori, aspiravano per le loro figlie ad un lavoro più tradizionale, ma io insistendo cominciai col frequentare la scuola di Arte drammatica Laudamo in città, dove incontrai una professoressa abilissima, che ricordo sempre con piacere, Lorenza Mitra, che insegnava dizione, recitazione e tanto altro.

Poi devo tanto anche ad un grande regista ed attore messinese, Vittorio Ciccocioppo, bravissimo, e conclusi i miei studi a Firenze, presso la scuola per Interpreti. Conobbi Nino Frassica ed insieme debuttammo in teatro con la pièce 'La purga di Bebè', che ci tributo' subito un discreto successo".

Mentre al cinema lei debuttò, sempre insieme a Nino Frassica, in una commedia diretta da Maurizio Nichetti, 'il Bi e il Ba', vero?

"Si. Era una commedia scritta insieme da Nino e Maurizio, in cui io facevo la parte di una spasimante di Nino. Poi seguirono una partecipazione ad un film che però non venne proiettato per incomprensioni tra la direzione ed il mio partner nelle scene; in seguito il film 'Miracolo italiano' ed infine una partecipazione nel 'Don Matteo' televisivo, prima serie, per intenderci quello in cui figurava come capitano Flavio Insinna".

Ad un certo punto della sua carriera, giunse il grande successo della trasmissione televisiva 'Indietro tutta', indimenticabile per gli spettatori e che viene riproposta anche adesso di tanto in tanto. Le battute, gli sketch e gli scherzi sul campo erano programmati su copione o avvenivano a braccio, cioè tutti improvvisati?

"Era tutto improvvisato. Avevamo una scaletta minimalista, dove erano segnati solo gli interventi, ma la trasmissione ed il suo grande successo lo si deve all'80% alla genialità da grande mattatore di Nino Frassica. Più che a Renzo Arbore, che comunque diede un suo notevole contributo.

E poi noi ci divertivamo davvero a farla ed eravamo naturali, spontanei e questo credo trasparisse al di là della tv e credo che ciò abbia sicuramente contribuito alla sua riuscita. Memorabili gl'interventi anche di Massimo Troisi, che veniva da noi quasi tutti i giorni perché si divertiva tanto e partecipò anche ad alcuni degli scherzi telefonici che si preparavano, sempre andando rigorosamente a braccio".

Poi venne un'intervista al Maurizio Costanzo show in cui lui si comporto' piuttosto sgradevolmente con lei, come se l'ospitata gli fosse stata imposta...

"Non è vero, perché fu proprio lui ad invitarmi. Ma sa, rientra nel modo di fare di alcuni showman, che utilizzano la provocazione per cercare di fare audience probabilmente. Comunque dimenticai l'episodio ed ancora faccio fatica a ricordarlo".

Lei, come meridionale, subì mai episodi di razzismo, oppure di sessismo, in quanto donna?

"Nell'ambito della mia attività, di razzismo no. Una volta accadde che a Torino, inspiegabilmente, in un bar, a me e Nino rifiutarono di farci un caffè, in quanto siciliani, ma ci sorridemmo su. Un episodio simile accadde a me in Svizzera.

In quanto a sessismo, veda... c'è l'abitudine, in genere, in alcuni uomini a considerare la donna come una sorta di oggetto stupido, trovandosi più a proprio agio con una donna meno culturalmente preparata e meno pensante. E ciò è presente anche negli ambienti dello spettacolo: una donna che mostri reattività ed intelligenza è alle volte meno tollerata. Questo è sicuramente ancora presente".

Daniela Conti, lei crede in Dio?

"Sono sicuramente religiosa e legata alla figura di Gesù. Ma non credo nel Dio che tradizionalmente ci viene narrato. Credo nell'uguaglianza e nel destino comune delle anime umane, che tendono verso un'unità, ad una sorta di energia verso la quale tutti tendiamo.

Nella vita ciascuno di noi deve aspirare alla propria serenità e felicità, tirando fuori da sé la propria anima, nella sicura esistenza di un non visibile che è tuttavia visibile e comprensibile solo da chi è capace di osservarlo e comprenderlo. E nella vita c'è sempre tempo per riuscire a farlo, grazie alle relazioni con le altre persone, con gli animali, la natura e dell'interazione con noi stessi".

Daniela Conti è anche una grande amica degli animali, vero?

"Si. Gli animali li adoro. Un giorno una gattina incinta venne a partorire da noi. Evidentemente aveva compreso che quello fosse un posto tranquillo dove poterlo fare. La cosa mi colpì particolarmente. Da allora ebbi gatti, cani, mi occupai di loro con tutto il mio amore.

Fui anche, con l'amico addestratore Liberto Patti, al quale voglio molto  bene, l'ideatrice del Lido 'Vengo anch'io', che ospitò (ed ospita tuttora, gestito però ora da un altro ragazzo) padroni con i loro cani. Una cosa di cui vado fiera".

Tornando al Teatro, signora Conti, nonostante lusinghiere partecipazioni di pubblico ai suoi spettacoli, le presenze a teatro al sud sono sempre inferiori rispetto al pubblico del nord o di vari paesi esteri. Secondo lei perché ciò accade, e cosa ci vorrebbe per invertire una volta per tutte questo trend?

"Credo che ciò avvenga per una serie di fattori: sicuramente quello climatico, con belle giornate da noi che non invogliano a chiudersi in sala; poi una certa mancanza di educazione al teatro, che dovrebbe avvenire sin dalle scuole; anche un po' di arretratezza culturale...

Però è anche vero che si potrebbe sopperire ad una parte di tali elementi deficitari ricorrendo ad una seria cultura dell'accoglienza, invogliando la gente a partecipare, insegnando l'umiltà ed aprendo le menti agli orizzonti, cosa che la scuola purtroppo spesso non sa ancora fare".

Un'ultima domanda e poi la libero, Daniela... Faccia conto di parlare ad un giovane che abbia tanta voglia di affacciarsi al mondo del Teatro e dello Spettacolo: cosa gli/ le consiglierebbe?

"Non si preoccupi intanto di trattenermi, perché mi sto divertendo molto nel rispondere alle sue domande...

Ad un giovane o ad una giovane comunque consiglierei di lavorare tanto su sé stesso, di impegnarsi a prescindere dei risultati che voglia ottenere, poiché qualcosa sicuramente verrà, magari in un campo che lui stesso non aveva neppure considerato inizialmente; di non identificarsi, insomma, a tutti i costi in un ruolo e di avere tanto coraggio, non demordendo mai; di non lasciarsi mai andare alle frustrazioni e di essere sempre felice".

CONTRIBUTI E COLLABORAZIONI:

Ha presentato in Rai la trasmissione 'Ritira il Premio Rai2", con Nino Frassica; Per due edizioni, su tv locale messinese, 'L'altra Messina' (in preparazione una terza edizione).

CINEMA: 'Il Bi e il Ba' (1985), regia di Maurizio Nichetti, con Nino Frassica, Maria Giovanna Elmi; 'Miracolo italiano' (1994), regia di Enrico Oldoini, con Renato Pozzetto, Nino Frassica, Claudia Koll; 'Don Matteo' (2000), episodio 'Stato di ebbrezza', con Terence Hill, Nino Frassica, Flavio Insinna.

TEATRO: 'Poesia e verità', di Ruggero Jacobbi, regia di Vittorio Ciccocioppo; 'Il miracolo di Teofilo', di Ruteboeuf, regia di Vittorio Ciccocioppo; 'Betti tra Poesia e Teatro', regia di Vittorio Ciccocioppo; 'La purga di Bebè', di J. Feydeau, regia di Mariano Meli; 'Annata ricca, Massaru cuntentu', di Martoglio, regia di Walter Manfre'; 'La vera storia di Lancillotto e il drago', regia di Walter Manfre'; 'Sancta Susanna', di Stramm, regia di Patrizia Baluci; 'Assassino Speranza delle donne', regia di Patrizia Baluci; 'L'Aria del Continente', regia di Antonio Calenda; 'Rosso d'Ottobre', regia di Daniela Conti e Nino Saterno; 'Affabulazione', regia di G. Boncoddo; 'Esta es mi vida', regia di A. Catarsini.

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