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Un siciliano a Londra

Dopo quasi quarant’anni di esistenza decido che è la volta buona di allargare i miei orizzonti e conoscere la civiltà anglosassone. Così come Neo nel film Matrix, scelgo la pillola rossa e mi ritrovo catapultato nel paese delle meraviglie, Londra. Se dovessi definire la capitale del Regno Unito in una solo parola, direi: “Spettacolare”. Credo non esista aggettivo altrettanto efficace in grado di fotografare lo spirito londinese. A differenza della romantica Parigi, altra capitale europea che ho avuto opportunità di visitare negli anni passati, Londra ti accende dentro.

Appena giunti in albergo ci rendiamo subito conto che l’euro in Inghilterra non fa testo, al punto che siamo immediatamente costretti a procurarci sterline anche per versare la semplice caparra e accedere alla camera; nonostante il soggiorno era già stato pagato per intero. Così dopo un centinaio di metri, mentre eravamo alla ricerca di un’agenzia di cambio valuta in zona South Kensington, ci imbattiamo in un palazzo lussureggiante d’epoca, dall’aria vagamente familiare. Finalmente realizzo, siamo di fronte ai grandi magazzini Harrods. Con grandi difficoltà riesco a convincere la moglie a non lasciarsi andare alla febbre dello shopping: tutto molto accattivante, quasi fiabesco, ma tremendamente costoso.

Metropolitana efficientissima e ben articolata, qualunque zona di Londra era facilmente raggiungibile. Grande emozione appena mi affaccio dalla scalinata verso Piccadilly Circus, ed ecco la City mostrarsi in tutto il suo splendore consumistico: ogni traversa sembrava racchiudere una novità in grado di lasciarti a bocca aperta a osservare un paesaggio urbano visto finora solo nei testi  scolastici, in tv o su Google Earth. Dopo aver resistito strenuamente all’impulso dello shopping, alla fine devo capitolare anch’io a Candem: caratteristico mercatino con prezzi accessibili per tutte le tasche.

Il culmine dello spettacolo si registra a ferragosto, quando passeggiando in zona Piccadilly, assistiamo a uno stano fenomeno: in pochi minuti una strada viene transennata e una folla di persone si accalca, cosa starà mai accadendo? Fin quando non sento un urlo in lingua italiana: “C’è Stallone!”. E non era solo, infatti erano presenti anche l’ex governatore della California, Schwarzenegger, Bruce Willis, Van Damme e Chuck Norris (tutti a Londra per presentare il loro ultimo film). Insomma una fetta di Hollywood a pochi metri da noi.

Davvero una città dalle mille sorprese, ma bisogna rilevare anche qualche aspetto negativo della City, come i sacchi di spazzatura ammucchiati in strada, vicino alle classiche cabine telefoniche inglesi, anche se per breve tempo, tuttavia non erano un belvedere.  Inoltre, ho notato una scarsa attitudine da parte dei poliziotti londinesi a concedere indicazioni turistiche agli avventori. Da aggiungere uno scarso rispetto degli automobilisti per i pedoni.

A conti fatti è stato uno dei viaggi più intensi mai vissuti, anche se parecchio dispendioso e probabilmente irripetibile per ovvi motivi di natura finanziaria. Al proposito di crisi economica, la città era invasa da turisti italiani, oltre che asiatici.  Per fortuna l’accesso ai musei in Inghilterra è gratuito, in questo modo ho potuto apprezzare sprazzi di storia britannica senza gravare ulteriormente sul già risicato budget; dando cosi un senso culturale, oltre che spettacolare, al viaggio.


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