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Messina, Signorino: "Il Consiglio comunale complice della macelleria sociale con l'AmmazzaMessina"

Guido Signorino attacca il Consiglio comunale di Messina, a suo dire, resosi complice di un piano di macelleria sociale approvando la manovra proposta dal sindaco peloritano, Cateno De Luca, che l'ex assessore della giunta Accorinti definisce "AmmazzaMessina".

Con la votazione di ieri il Consiglio Comunale si è reso complice di un piano di macelleria sociale, aderendo a un atto immotivato, indefinito nelle sue necessità economiche, di indimostrata utilità per la città. Anzi, consapevolmente orientato a produrre riduzione dei servizi e pregiudizio per l’occupazione.

Qualunque atto che persegua risultati economici necessita di una ovvia premessa: la quantificazione dimostrata dell’obiettivo da raggiungere. Senza questa documentata operazione, le cifre dichiarate sono velleitarie e le scelte assunte irresponsabili. 

Si parla di 20 milioni di intervento senza chiarire se l’orizzonte è un esercizio (un anno), un bilancio (3 anni) o il riequilibrio finanziario (15 anni). Soprattutto, senza aver dimostrato il perché di questa cifra posta a obiettivo.

Si inseriscono in questa “manovra” interventi che, in realtà, non hanno nessun effetto sul bilancio del Comune: la privatizzazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti non porta ad alcun risparmio, visto che la legge impedisce di finanziare questo servizio con risorse di bilancio. Si indicano percentuali di tagli ai servizi sociali che produrranno riduzioni di opportunità per gli assistiti e pregiudizio per i livelli occupazionali.

Il Consiglio non ha svolto il suo ruolo. Anche i gruppi politici o i singoli che non si sono associati all’approvazione del provvedimento hanno rinunciato di fatto ad adempiere al proprio mandato: non hanno approfondito (come Consiglio) in autonomia e con completezza di argomenti e documenti il reale stato di fatto da cui parte l’Ente, non hanno preteso (in realtà, nemmeno richiesto) di ascoltare competenti tecnici, pur non potendo non essere consapevoli della insussistenza delle premesse tecniche (l’indimostrata perimetrazione finanziaria) dell’atto che votavano.

Questa insipienza del Consiglio in tutte le sue forze ha due spiegazioni possibili: 1) i “referenti esterni” hanno dato indicazione di acquiescenza, e ciò mostrerebbe che i “poteri forti” della città si sentono ben rappresentati e tutelati da questa amministrazione; 2) pur desiderando difendere gli interessi di cittadini e lavoratori, non hanno avuto sufficiente carattere (o, in alcuni casi, esperienza) per intendere quali fossero i passi, i comportamenti e gli interventi operativi che avrebbero potuto o dovuto porre in essere.

Libero il sindaco di imporre macelleria sociale di cui non dimostra la necessità. Libero il Consiglio di aderire senza esercitare i necessari e doverosi approfondimenti. Liberi i cittadini, i lavoratori, la società civile di far sentire chiara e forte la propria voce per pretendere la tutela degli interessi sociali.

1 commento:

  1. I liberi movimenti cittadini, che altro possono, oltre la protesta sacrosanta, sapendo che ogni volta cedere la gestione di servizi essenziali ai privati si risolve in superiori spese per i cittadini, perchè il privato adotta la logica dei Costi/Ricavi contro quella dei Costi/Benefici che invece può permettersi un'istituzione pubblica? I cittadini, che strumenti hanno per delegittimare ciò che le leggi e conseguentemente anche la magistratura non sanzionano? Liberismo? Come cittadini arginammo la svolta verticistizzante con l'esito del referendum che fermò l'attacco alla costituzione. Quali strumenti per arginare le privatizzazioni, semplicemente per le conseguenze certe a cui portano?

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