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Messina: la Guardia di Finanza sequestra 500 Kg di pesce e il Comune li devolve in beneficenza

Una proficua sinergia tra le Forze dell’Ordine e l’Amministrazione comunale, ha reso possibile favorire l’approvvigionamento di una enorme quantità di pesce a vantaggio di associazioni di volontariato ed enti caritatevoli, che quotidianamente erogano servizi di mensa a persone in stato di bisogno, evitando tra l’altro, un immane spreco di cibo.

Gli assessori, alle Politiche Sociali, Nina Santisi, ed alle Politiche del Mare, Sebastiano Pino, comunicano che nella giornata di ieri, sono stati devoluti in beneficenza alle associazioni del Terzo Settore, circa 500 Kg di novellame sequestrato dalla Guardia di Finanza. Come sappiamo la pesca della "neonata" è vietata dalla legge.

Gli enti che hanno accolto l’invito provvedendo a recarsi al Comando della Guardia di Finanza nella Zona Falcata, hanno potuto ritirare grandi quantitativi di prodotto ittico in relazione al numero delle persone ospitate. Queste le associazioni beneficiarie: Casa Serena, le mense di S. Antonio e di Cristo Re, le associazioni Santa Maria della Strada, Piccole Sorelle dei Poveri, e Cosmos dello Stretto, l’IPAB Regina Elena, la Casa di ospitalità Colle Reale, la Comunità di Sant’ Egidio e Madre Maria Teresa Cortimiglia, Casa Ahmed, Casa Noemi, la Cooperativa sociale Arzilla, lo SPRAR di Villa Lina, Sofia Idelson e l’Albero della vita. 

Gli assessori Santisi e Pino, ringraziano per la preziosa disponibilità e collaborazione il Comandante della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Messina, Tenente Colonnello Salvatore Valea ed il Luogotenente Giuseppe Spanò, per il servizio reso della comunità.

1 commento:

  1. Commento a: Messina: la Guardia di Finanza sequestra 500 Kg di pesce e il Comune li devolve in beneficenza Corsaro del Sud febbraio 02, 2018 beneficenza , Guardia di Finanza , Messina , Nina Santisi , pesce , Sebastiano Pino
    Il bene che fa notizia! Siamo sempre un po causa, un po effetto, tutte le volte che agiamo. Quindi, ci fa piacere se la linea del far notizia con le buone notizie prosegue e migliora: Non ci occupiamo se, casomai, il far notizia del bene, diviene un contagio. E' un contagio desiderabilissimo, e siamo anche convinti che tanto di bene e di buono esiste da sempre. A volte, lo scrupolo ad esser conformi al detto, "fai bene e dimenticalo", è stato interpretato anche come un dettato ad occultarlo ed indubbiamente fa onore a chi il bene lo fa lontano dai clamori. Eppure, e quando è un'istituzione a far del bene, e meglio ancora, due in sinergia e chiamando a raccolta tanti beneficiari che da una vicenda in origine negativa, traggono benefici per tanti... Pur non essendo miracoloso come la moltiplicazione dei pesci e dei pani, non può restare nascosto questo bene che viene da un male. Il bene che induce al bene, si fa strada ed è positivo che trovi spazio nelle nostre cronache; chissà che non illumini altri enti, che poi hanno sempre dietro persone giudiziose e consapevoli di cosa sia bene fare. Addirittura, provo ad ipotizzare che chi aveva infranto la legge per cui il suo pescato è stato sottoposto a sequestro, in quanto strumento del bene che ne è derivato, ci debba far riflettere sulle infinite vie del bene, che usa anche il male per fare bene.
    Ognuno di noi, non dimentichi ciò che può venire di buono, anche da ciò che in origine, proprio bene non era e rincuorati, sul "Si Può!", troveremo vie. Ma, mi raccomando: non sia che facciamo del male per poi fare bene; questo no che non va bene. Mi sembrò necessario specificare per evitare distorsioni.
    E' sempre necessaria la misura; il servizio pubblico è azione molto delicata e quindi anch'io sento necessario, non incoraggiare le dette potenziali distorsioni, pur remote che siano. Se invece, chi fece del male, decidesse che il frutto del suo male, potesse servire a far del bene, direi che dovremmo accogliere a braccia aperte tale ravvedimento di un novello San Paolo. San Paolo che, da persecutore dei cristiani, folgorato, tanto da cader di cavallo, sulla strada di Damasco, divenne Apostolo e divulgatore entusiasta ed instancabile dei principi del cristianesimo.

    Claudio Marchese

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