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Vivere il tempo e le sue opportunità. “Potenziali e tempistiche, in: Maestri 01-02”



Vivere il tempo e le sue opportunità.
“Potenziali e tempistiche, in: Maestri 01-02”

Maestri, il programma di Rai cultura, in onda alle 15,20 dal lunedì al venerdì su Rai Tre e visionabile successivamente su RaiPlay, ci offrirà in circa due mesi più di ottanta argomenti differenti, di varia natura, del sapere.

Il titolo “Maestri”, indica che, le brevi lezioni da quindici minuti, saranno svolte da autorevoli scienziati e divulgatori, che all’argomento volta a volta trattato, hanno dedicato le loro ricerche e sono quindi in grado di comunicare in maniera a tutti accessibile anche questioni a cui non sospetteremmo di poter attingere con facilità e che, avevamo anche escluso dai nostri interessi di comprensione, temendone l’osticità.

Pertanto risultano molto gradevoli e di facile apprendimento argomenti, i più vari, capaci di aprirci a consapevolezze necessarie a vivere nel nostro tempo, senza dovercene sentire esclusi e generare reazioni di indifferenza, quando non di rifiuto e sottovalutazione della loro necessarietà per sentirci a nostro agio in questo tempo godendone appieno potenzialità e pronti a trarne profitto.

Come muovono gli eventi della storia: questo potrebbe essere un campo si cui fissare la nostra attenzione, seguendo la lezione del professore Alessandro Barbero sulle due differenti, eppur riconducibili ad analogia, dinamiche di scoppio delle prime due guerre mondiali.

C’è un’azione individuale nella prima, l’uccisione dell’imperatore austriaco per mano di un cittadino della Serbia e poi, per successive lealtà tra Stati, il ritenere di non poter fare altro che dichiarare guerra a chi minaccia un proprio alleato.

Alleanze che sono state stipulate per motivazioni strategiche, spesso perché lo Stato vicino si è fatto troppo potente, vedi alleanza della Francia con la Russia, entrambe confinanti con la Germania, nella geografia dei primi del Novecento.

Anche supposizioni sulla non belligeranza dovuta a legami familiari tra i regnanti di diversi stati, come nel caso di Russia e Germania: eppure, le lealtà che, traducendo, dovremmo interpretare come orgogli atti a dimostrare che il potenziale militare di cui si dispone, dovrebbe scongiurare l’ipotesi che altri non rispettino le volontà di quello Stato.

Eppure, per consolidamenti di schieramenti, mossi sempre dalla dinamica appena detta, muovendo un passo, chi ritiene che gli altri gli lasceranno fare, può accadere che erri nella valutazione del cosa riteneva di potersi permettere, e con ciò ha scatenato le reazioni e quindi la guerra mondiale: la prima.

Sulla genesi della seconda guerra mondiale, gravano gli esiti dei trattati di pace conseguenti alla prima guerra mondiale. La Germania che ha subito decurtazioni di suoli ed ha suoi cittadini venutisi a trovare in quegli Stati istituiti quasi come cuscinetti tra grandi potenze, con la crescita del Nazismo, reclama la restituzione dei suoli abitati da suoi cittadini.

Ebbene, laddove le grandi potenze trovano che sono richieste tollerabili, persino, risarcimenti rispetto alla durezza esercitata con i trattati della precedente pace, lasciano fare ed Hitler, convinto che possa procedere per indisturbate annessioni successive, procede, sin quando un trattato tra potenze, prova a stabilizzare la nuova geografia.

Questioni irrisolte, forzature, da parte tedesca, generano però sfide inaccettabili per la Francia alleata della Polonia ed i piani di invasione della Francia da parte dell’esercito tedesco, comportano l’invasione del neutrale Stato belga, approdo europeo per l’Inghilterra che, pertanto, pur involontariamente, ma per intempestività d’azione bellica tedesca, viene coinvolta: ed è la seconda guerra mondiale, sempre per evitare che si squilibrino troppo i pesi tra le grandi potenze.

Se ne deduce, che, pur non volendo giungere nessuno alla guerra, ma forzando uno Stato per ottenere potenziali superiori a quelli degli altri, si incontra una soglia inaccettabile che la guerra la scatena, ineluttabilmente.

Una storia le cui dinamiche vediamo sono spiegate in una maniera che tiene in secondo piano le questioni ideologiche. Un punto di vista che tiene da parte le popolazioni, usa solamente come strumento le masse, facendogli credere di poter ottenere più ricchezza dagli esiti della guerra, almeno nei fascismi della seconda guerra mondiale, mentre ormai sappiamo, con il senno di poi, che le guerre bruciano risorse ed alla fine si è tutti più poveri.

Riusciremo ad interiorizzare l’insensatezza delle guerre?

Più brevemente, sulla seconda lezione anch'essa da 15 minuti, non perché sia meno interessante, ma perché realmente trovo l’argomentazione irriducibile, salvo dare qui un quadro che dice cosa si osserverà: il tempo lineare, quello introdotto dalla teoria della relatività ed il tempo quantistico, osservabile nelle strutture più piccole della materia.

Differenti nozioni di tempo che tutti viviamo costantemente, aprono il nostro sguardo alla realtà in cui siamo immersi e ci permettono di valutare meglio gli aspetti della nostra finitezza ed infinitezza, nel cosmo. 

Ci invogliano a più e meglio conoscere anche il nostro ruolo come parte di tutto ciò, divenuti molto più sensibili alla questione, oggi che dalla corretta interpretazione delle interdipendenze capiamo ne possa venire il nostro bene futuro, ma anche ne è venuto il male presente, per insensibilità o errato calcolo del punto limite di sopportazione al nostro agire, del pianeta Terra.


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