banner

Breaking News

Polis di rinascita



Polis contemporanee, un progetto di rinascita: questo il titolo per esteso dell’articolo-riflessione che è debitore a tre elementi ricevuti da un mio contatto whatsapp: un testo che allegherò nella sezione commenti e due filmati due immagini dei quali compongono l’immagine che introduce l’articolo. L’articolo è testuale riporto dalla risposta in whatsapp a chi mi inviò i tre suddetti.  
  
Ecco!

Che sia tu a trovare o che ti giungano, dice che comunque sai scegliere e comunicare positività. Grazie per queste materie, fonti di civiltà. Ne faccio uso appropriato diffondendole. Apriranno un varco e spero siano a loro volta inoltrate da coloro a cui le inoltro io.

Giusto un po' di scetticismo sull'elefante che dipinge. Inverosimile esattezza che potrebbe essere aiutata da un percorso magnetico sul retro della superficie che non vediamo mai. Ma, si sa, spesso è la volontà di credere che ci aiuta a credere, o particolari predisposizioni. 

Quanto ai contatti, attenti, tra pennuti e quattro zampe, si tratta di individui giovani e ci induce a sperare che questa loro disposizione permanga nel tempo. Ci fa riflettere su quanto più dovremmo investire sulla gioventù umana dandogli possibilità di espressione oltre i condizionamenti mediatici.

Dovremmo permettergli luoghi di incontro ad un tempo ampi e luminosi. Luoghi belli di cui possano prendersi cura e dargli risorse per intraprendere.

Dovrebbero anche essere grandi ed articolati, questi spazi, quanto basta per essere rispondenti ai variegati interessi che ciascuno potrebbe coltivare ed incontrarsi con chi ha comuni o contigui interessi, che sia la miccia per la cortocircuitazione delle idee e la loro proficua contaminazione.

Far divenire luoghi da vivere quanto oggi viene proposto in termini di festival di pochi giorni dedicati a questa o quella arte o scienza o evento letterario ed ancora più incontri di giovani, tour court, tendenti alla formazione di nuove “Polis”.

La saggezza greca dei tempi, agevolava la migrazione di suoi giovani abitanti della Polis verso nuove terre ove potersi insediare e fondare nuove giovani Polis nel segno della continuità ed anche della discontinuità con quelle di provenienza.
Ciò permetteva di liberarsi delle incrostazioni ed a un tempo di avere saldi legami e cultura da cui ripartire per fondare il nuovo, ma soprattutto il: gestito autonomamente. 

Non so se al tempo fossero considerate politiche espansionistiche queste fondazioni di nuove Polis in regioni altre, certo è che portavano cultura e miglioramenti ovunque si insediassero e noi che da siciliani siamo figli di tante culture che hanno attraversato nei secoli i luoghi e le comunità, abbiamo tutti i requisiti per potere al meglio gestire questa che altrove potrebbe essere utopia. 

Dobbiamo solo far cadere il pesante velo della diffidenza, creare occasioni diffuse di fondazione di nuove comunità ove vi sia equilibrio di componenti talchè l'amalgama sia equilibrato e l'interetnicità il fondamento istitutivo. 

Vanno quindi aiutate, promosse, le startup fondative di Polis interetniche di giovani, autoformantesi ed autogestite. La fame maggiore del nostro tempo è nei confronti del fondare fuori dalle restrittive regole di stati e governi sopranazionali, impacciati nel dialogo, e basantisi prevalentemente su indagini statistiche e poco su interviste dirette a gruppi di cittadini. 

Le interviste meglio riescono al giornalismo illuminato, ma guai a ritenere che il compito sia convergere verso un unico modello. Ogni comunità e gruppo ha aspirazioni che culturalmente hanno punti di partenza differenti e l’amalgama non può che essere differente nelle diverse occasionalità. Per questo motivo gli esiti non potranno che essere differenti, pur nel comune spirito.

Comunità quindi, che, casomai, vanno protette da chi volesse turbarne gli equilibri. In tutto ciò si innesta il tema delle tecnologie di comunicazione spesso pervasive ed anche su questo per fortuna stiamo riflettendo ed interrogandoci sul come di per se non sono né bene né male e quindi ne va promosso l’uso produttivo positivamente, di veicolo di buone realtà illustrate. 

Chissà se fosse possibile promuovere incontri tra coloro che anche vorrebbero più libertà di intraprendenza, e che oggi la praticano imperfettamente, vuoi per esiguità di risorse che per limiti strutturali degli ordinamenti sociali vigenti.

Comunità di giovani potrebbero proficuamente rivitalizzare centri minori disabitati o in via di spopolamento, al fine di rafforzare la struttura diffusa che da sempre ha caratterizzato e fatto fortuna e forza del nostro sistema sociale e produttivo. Sò che così investirei il mio eventuale reddito di cittadinanza.

3 commenti:

  1. Solo i + di 50 anni e gli intelligenti di ogni età possono capire!

    Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti.
    La cassiera le rimprovera di non adeguarsi all'ecologia e le dice:
    “ Purtroppo la sua generazione non comprende il movimento ecologista. Noi giovani stiamo pagando per la vecchia generazione che ha sprecato tutte le risorse! "
    La vecchietta si scusa con la cassiera e spiega:
    “Mi dispiace, non c'era nessun movimento ecologista al mio tempo."
    Mentre lei lascia la cassa, affranta, la cassiera aggiunge:
    " Sono state le persone come voi che hanno rovinato tutte le risorse a nostre spese. È vero, non si faceva assolutamente caso alla protezione dell'ambiente nel vostro tempo.”
    Allora, un po’ arrabbiata, la vecchia signora fa osservare che all'epoca restituivano le bottiglie di vetro registrate al negozio. Il negozio le rimandava in fabbrica per essere lavate, sterilizzate e utilizzate nuovamente: le bottiglie erano riciclate.
    La carta e i sacchetti di carta si usavano più volte e quando erano ormai inutilizzabili si usavano per accendere il fuoco.
    Non c’era il “residuo” e l’umido si dava da mangiare agli animali.
    Ma non conoscevano il movimento ecologista.
    E poi aggiunge:
    “Ai miei tempi salivamo le scale a piedi: non avevamo le scale mobili e c’erano solo pochi ascensori.
    Non si usava l’auto ogni volta che bisognava muoversi di due strade: camminavamo fino al negozio all'angolo.
    Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.
    Non si conoscevano i pannolini usa e getta: si lavavano i pannolini dei neonati.
    Facevamo asciugare i vestiti fuori su una corda.

    RispondiElimina
  2. Avevamo una sveglia che caricavamo la sera.
    In cucina, ci si attivava per preparare i pasti; non si disponeva degli aggeggi elettrici specializzati per cucinare senza sforzi e che però mangiano tutti i kwatt che Enel produce.
    Quando si imballavano degli elementi fragili da inviare per posta, si usava come imbottitura della carta da giornale o dell’ovatta, in scatole già usate, non bolle di polistirolo o di plastica.
    Non avevamo i tosaerba a benzina o i trattori: si usava l'olio di gomito per falciare il prato.
    Lavoravamo fisicamente, non avevamo bisogno di andare in una palestra per correre sul tapis roulant che funzionano con l'elettricità.
    Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.
    Bevevamo l'acqua alla fontana quando avevamo sete.
    Non avevamo tazze o bottiglie di plastica da gettare.
    Si riempivano le penne d'inchiostro invece di comprare una nuova penna ogni volta.
    Rimpiazzavamo le lame di rasoio invece di gettare il rasoio intero dopo alcuni usi.
    Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.
    Le persone prendevano il bus o il treno e i bambini si recavano a scuola in bicicletta o a piedi invece di usare la macchina di famiglia con la mamma come un servizio di taxi 24 h su 24.
    I bambini tenevano lo stesso astuccio per diversi anni, i quaderni continuavano da un anno all'altro, le matite, le gomme , i temperamatite e gli altri accessori duravano fintanto che potevano, non un astuccio tutti gli anni e dei quaderni nuovi gettati a fine giugno, così come matite e gomme con uno slogan diverso ad ogni occasione.
    Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista!
    C’era solo una presa di corrente per stanza e non una serie multipresa per alimentare tutta la panoplia degli accessori elettrici indispensabili ai giovani di oggi.
    Allora non farmi incazzare col tuo movimento ecologista !
    Ci lamentiamo solo di non aver avuto abbastanza presto la pillola, per evitare di generare giovani idioti come voi, che si immaginano di aver inventato tutto, a cominciare dal lavoro.
    Giovani che non sanno scrivere 10 righe senza fare 20 errori di ortografia, che non hanno mai aperto un libro oltre che dei fumetti, che non sanno chi abbia composto il bolero di Ravel...( che pensano sia un grande sarto), che non sanno dove passa il Danubio quando proponi loro la scelta tra Vienna e Atene, ecc.
    Ma che credono comunque di poter dare lezioni agli altri, dall'alto della loro ignoranza!

    Grazie di non stampare questo messaggio al fine di preservare l'ambiente.
    Ma non perdere l’occasione di diffonderlo !

    (Ah! Così mi sento meglio ! )

    RispondiElimina
  3. https://youtu.be/eYB4TCDRirQ
    A questo link (rintracciato da una brava amica) il filmato di cui all'articolo.
    Uno di quelli che lo stimolò.
    Per l'altro sto richiedendo a chi mi inviò.

    RispondiElimina