Surriscaldamento globale: il "no" di Trump e il rischio emulazione

La questione ambientale costituisce una delle minacce più gravi per il nostro pianeta e per le società umane tutte. L’aumento della temperatura globale rispetto ai valori dell’Era antecedente all'industrializzazione è allarmante e il suolo diventa sempre più caldo, con il conseguente aumento di fenomeni temporaleschi. Mentre i mari si riscaldano e i ghiacciai si sciolgono, mentre si parla di effetto e di gas serra, sul tema ambientale si discute e ci si separa e contrappone. In questo contesto è gravissimo che un partner chiave come Donald Trump volti le spalle alla lotta contro il cambiamento climatico globale.

Il Presidente americano mantiene la parola data ai suoi elettori ed annuncia il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi del 2015; tutto ciò nonostante le rassicurazioni proclamate a Papa Francesco in Vaticano. Mr Trump aveva infatti promesso un'accurata riflessione sulle prossime scelte ambientali a stelle e strisce; ricevendo anche in dono dal Santo Padre l'enciclica "Laudato sì", proprio in tema di mutazioni atmosferiche.

Con la ritirata dall'impegno globale sul clima da parte degli States, rimangono al di fuori della monumentale intesa soltanto altri due Paesi: la Siria e il Nicaragua. Ovviamente è la presenza degli Usa (in questa triade) la componente più inquietante, considerando il rischio emulazione. Svolta epocale dunque quella del "no", che potrebbe innescare conseguenze imprevedibili; tra queste la possibile recessione dall'impegno climatico di altri Stati.

Ben 195 erano state le Nazioni firmatarie, aderenti all'accordo. Quanti altri Paesi ancora potrebbero decidere di non applicare i tagli alle emissioni inquinanti, nel mancato rispetto degli accordi assunti? Una cosa è certa: cessati gli "impegni di riduzione", conseguenza necessaria è la "riduzione" dei versamenti al Fondo verde per il clima. Spese troppo elevate per l’energia pulita degli Stati Uniti, che hanno quindi optato per l'abbandono della cooperazione? C'è da chiedersi quale potrebbe essere il "giusto accordo" per il futuro gradito all'uomo più potente del mondo; auspicando che una collaborazione in tema di tutela ambientale non tardi a concretizzarsi.
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1 commenti:

  1. ci sono persone più o meno fallite nella vita che decidono di arricchirsi facendo carriera e arricchirsi nella politica. Prima deve fare carriera piegandosi più volte davanti al culo del capo, poi si pensa ad arricchirsi, e qui ci sono migliaia di modi e in tutti i modi bisogna togliere i soldi ai cittadini. Un modo di far uscire i soldi dalle tasche dei cittadini senza che si arrabbino è spaventarli, quindi si inventano catastrofi; l'acqua sta per finire, si scioglie il polo moriremo tutti affogati, ma stranamente non si combatte forte e chiaro le forti emergenze come l'inquinamento del terreno da rifiuti portati e sotterrati da amministrazioni politiche, io so di Firenze. Avevamo un bruciatore che da anni aveva risolto il problema nettezza, ma nessuno poteva speculare, allora qualcuno inventò che questo bruciatore inquinava e invece di migliorarne i filtri si decise di spengerlo e quindi con camion di una società creata ad ok cominciò a portare la nettezza nella Campania, adesso sappiamo che fine a fatto. Nessuno denunciato nessun reato. Ma questa strada è pericolosa qualche giudice potrebbe capire allora si inventa il riscaldamento del pianeta e fu portato ad esempio il ghiacciaio della Serra Nevada nel quale la pressione dell'acqua a monte preme e fa andare continuamente in mare il ghiaccio che si riforma con l'acqua che preme da monte. Poi con le acque del lago vulcanico dei Ararat un enorme lago in cima ad una catena montuosa senza affluenti, formatosi in milioni di anni con le piogge. Da anni gli agricoltori alle pendici della montagna usano l'acqua di questo lago per usi agricoli riducendo di kilometri il lago stesso. Le foto del lago ritiratosi hanno fatto il giro del mondo a dimostrazione che il riscaldamento del pianeta prosciuga il lago. per combattere il riscaldamento della terra, dicono che occorrono migliaia di miliardi, e tutti in coro siii salviamo il pianeta. Per i politici che devono arricchirsi questa storia è una manna, ma per i politici che non si comprano con centomila euro, sanno che questa storia è solo un raccatta soldi, si sa che nel Saakara c'era una foresta, che la Sfinge ha solchi provocati delle piogge, e che non ci sono prove di cambiamento del clima da quando il globo è monitorato. Guardai giorni fa un ricercatore che cercava di fornire prove ma fece vedere che un'isola disabitata è meno inquinata di Roma. Ciao un abbraccio .Enzo.

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