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Messina, apprensione tra gli animalisti: avvelenati cani a Castanea?

Grande apprensione tra gli animalisti di Castanea e delle Masse per la scomparsa da varie settimane di alcuni randagi "storici" del territorio.

Organizzate anche alcune ricerche ma finora senza alcun riscontro a parte un ritrovamento molto inquietante: alcuni pezzi di cibo (della carne, n.d.r.) in zona 'contrada Grazia' di Castanea ricoperti da un liquido dal colore azzurro e con riflessi verdastri, sembra identificato quale prodotto fortemente tossico utilizzato da alcuni fruitori senza scrupoli nell'eliminazione e raccolta delle lumache.

Si teme, quindi, che gli sfortunati animali possano essere stati avvelenati, tra varie ipotesi rimbalzanti tra volontari (dall'episodio ad opera del singolo folle a quello di una più fine strategia frutto di bande organizzate), volontari che però non possono di certo, né lo vorrebbero, sostituirsi alle forze dell'ordine, le quali sono chiamate istituzionalmente a svolgere i propri compiti di indagine, controllo e repressione dell'eventuale crimine.

Avvertite prontamente, dunque, le autorità locali, ma fino a questo momento nessuno é intervenuto. I volontari hanno quindi deciso di rimuovere i resti di cibo ed il liquido nel timore che potessero incapparvi altri animali.

Da notare come più volte e da più parti é stata avanzata anche richiesta di provvedimenti in zona alle varie amministrazioni succedutesi, quali maggiori controlli, misure adeguate per la prevenzione del randagismo e la tutela di animali ed esseri umani, in stretto equilibrio simbiotico tra loro, il posizionamento di telecamere in punti strategici, quello di dossi che possano evitare velocità fuori controllo da parte di auto transitanti in zona e quant'altro.

Ogni richiesta proposta é però rimasta sempre inascoltata e disattesa. Dove sono finiti gli animali scomparsi? Giacciono forse inermi tra le campagne circostanti, essendo stati prede innocenti di una o più mani assassine?

Cui prodest quindi tutto ciò, in una città tutta che colpevolmente non riesce a proteggere sufficientemente i propri animali e la propria natura, e non riuscendo a preservarla, a maggior misura se tutto ciò di cui si teme dovesse essere dimostrato, dal crimine e dall'incuria? Chi dovrà fornirne ragione ai posteri?


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